Altro non siete che degli egocentrici

Amiche e amici, ben ritrovati.

Il titolo di questo post può sembrare un po’ aggressivo e provocatorio, ma vi prego, non offendetevi, posso spiegare. In primis, dirò che sì, vi ho accusato di essere egocentrici di modo che il titolo fosse un po’ clickbait (o almeno credo… lo era?), ma un fondo di verità c’è. Lasciate che ve lo spieghi la prima degli egocentrici (io).

Partiamo dalla definizione che il buon vecchio Treccani dà della parola:

egocèntrico agg. e s. m. (f. -a) [comp. del lat. ĕgo «io» e centro] (pl. m. -ci). – Che o chi considera sé stesso il centro del mondo, riferendo e attribuendo tutto a sé.

Il nostro fidato amico Treccani parla chiaro: egocentrico è chi crede che tutto ruoti attorno alla propria persona e crede di essere sempre al centro di ciò che accade e della mente di chi lo circonda.

Vi suona familiare? Ma come? Non ci riconoscete? Si, si, sembra di sentir parlare proprio di noi, noi timidoni impacciati, alle prese con la nostra goffaggine ed inettitudine sociale, esatto!

“Va bene, Erika, anche oggi hai detto la tua scemenza, vai a riposare che il caldo di ha dato alla testa” direte, “quale timido, che cerca sempre di passare inosservato, che punta a mimetizzarsi con la tappezzeria, che rifugge ogni tipo di attenzione su di sé ed evita gli sguardi altrui peggio della peste del ‘47, che sminuirebbe se stesso anche dopo aver scoperto la cura per il cancro o la ricetta della Coca Cola, potrebbe mai definirsi egocentrico?!”

Eppure.

Ho detto che avrei spiegato: vi spiegherò. Immaginiamo una situazione classica con un timido classico come cavia. Anzi no, dato che sono pigra, non immaginiamo nulla, ma prendiamo un esempio dalla realtà: la sottoscritta.

Ora, poniamo che la sottoscritta abbia iniziato un lavoro in un ufficio e che le venga chiesto, a un certo punto, di uscire per andare a ritirare dei documenti in un altro ufficio poco lontano.

Ecco uno specchietto verosimile di quale sarebbe il flusso dei miei pensieri:

  1. Hanno incaricato me perché pensano sia la più inutile. Preferiscono che le persone più utili di me rimangano in ufficio a sbrigare mansioni più importanti.
  2. Sicuramente ci sto impiegando troppo, penseranno che sto approfittando di questo incarico per prendermi una pausa perché non ho voglia di lavorare.
  3. Quasi sicuramente non prenderò tutto quello che mi avevano chiesto di ritirare, penseranno che non sono in grado di svolgere nemmeno un incarico idiota come questo.
  4. Si, non c’è dubbio: non ho fatto come mi hanno detto, non ho preso tutto, saranno contrariati e dovranno andare a prendere il resto perdendo tempo per colpa mia. Prepariamo un discorso di scuse.

Ovviamente ogni riferimento a fatti realmente accaduti è puramente casuale.

Quindi, torniamo alla storia. Che cosa succede? Consegno le cose che ho preso, vengo ringraziata, nessuno fa più caso a me. Fine.

Se davvero le cose fossero andate come avevo drammaticamente immaginato io, in pratica per tutto il tempo della mia assenza i miei colleghi avrebbero dovuto occupare il loro spazio mentale pensando unicamente a me invece di controllare le mail, rispondere al telefono, compilare fogli excel. Ma chi mi credo di essere, la Regina Elisabetta?

Oppure non so, pensiamo ad un’altra occasione, un apericena a buffet.

Alcuni pensieri:

  1. Non riuscirò mai a tenere questo piattino in equilibrio su una mano sola mentre passo in mezzo a tutta questa gente. Mi farò una figuraccia davanti a tutti rovesciandomi il cibo addosso.
  2. Ecco, queste fette di salame sono tutte appiccicate, come cavolo faccio a prenderle con questa forchetta, porto via mezzo piatto, faccio un casino, sembrerò la solita imbranata. 
  3. Chissà come sembro stupida mentre faccio tre giri attorno al tavolo per scegliere cosa prendere e non riesco a scegliere.
  4. Ok, cerchiamo di non caricare il piatto di cibo e scegliere cose un minimo salutari… altrimenti sicuro penseranno “Guarda come mangia male, per forza poi è così grassa”.

Insomma, se siete dei nostri avete capito di che cosa sto parlando. Che cosa pensano le altre persone nel locale? Probabilmente solo ad accaparrarsi il cibo e riempirsi la pancia, o al massimo a non rovesciarsi il piatto addosso mentre passano in mezzo alla folla e non riescono a prendere le fette di salame. Il tempo che occupo io nei loro pensieri? Probabilmente un decimo di secondo.

Però capite? Nella mia mente io sono convinta che tutti gli occhi e tutti i pensieri degli astanti siano rivolti alla mia persona, ma realisticamente non è e non può essere così. La cosa assurda, poi, è che spesso meno conosciamo le persone, più ci preoccupiamo di cosa possano pensare di noi. Ma proprio per il fatto che non hanno idea di chi siamo, le probabilità che sprechino il loro tempo e le loro energie mentali a preoccuparsi di ciò che facciamo, di come ci muoviamo e di che cosa diciamo sono infime.

Tutto questo discorso in realtà, non è solo per dire che gli altri hanno di meglio a cui pensare, perché forse l’ho anche già detto più di una volta. Era in realtà un inizio provocatorio che voleva suscitare una riflessione più ampia. Talmente ampia che sono già al secondo foglio Word e voi non avrete più voglia di leggere, quindi a questo punto penso dividerò l’articolo in due parti!

Per il momento prendiamo atto del fatto che crediamo di passare nella mente degli altri molto più tempo di quanto ne passiamo effettivamente. E questo non perché agli altri non importi di noi o perché non siamo degni di attenzioni, ma semplicemente perché hanno già la mente impegnata a pensare a loro stessi o a cose, impegni, occupazioni che li riguardano, esattamente come facciamo noi. Magari in maniera meno paranoica, non lo metto in dubbio, ma pensano alle azioni che stanno compiendo in quel momento, a cosa cucineranno la sera per cena, ad accavallare le gambe in maniera aggraziata per farsi notare dal ragazzo del tavolo a fianco, a quanto giocare alla schedina questa settimana, ai pantaloni che hanno quell’etichetta che graffia che gli sta torturando la pelle.

Nella prossima metà dell’articolo approfondirò il tema su un piano un po’ più astratto e generale, spero avrete voglia di leggerlo! Prometto che uscirà molto a breve, non come al solito che pubblico una volta al mese (se va bene). Nel frattempo, lasciatemi qualche commento o scrivetemi in privato se preferite, per farmi sapere che cosa ne pensate, se anche voi vi fate tutti questi problemi, se odiate i buffet e se pensate che dica un mare di scemenze. Non dimenticate anche di condividere l’articolo se vi è piaciuto, ma anche se non vi è piaciuto perché alla fine come si dice… bene o male l’importante è che se ne parli!

A prestissimo!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...