Ma perché sei sempre così seria?

“Ma perché sei sempre così seria?” “Non sorridi mai?” “Non parlare troppo, mi raccomando”… Queste e altre fastidiose osservazioni di tenore simile, per altro non richieste, costellano spesso e molto poco volentieri (per la vittima) la vita di una persona timida.


Chiariamo alcuni punti:
1.Questi commenti non sono in alcun modo simpatici, costruttivi o piacevoli da sentire: io non vengo a criticare il modo in cui ti pettini i capelli, la camicia orribile che hai scelto stamattina, il modo maldestro in cui gesticoli… tu evita cortesemente di dare giudizi poco pertinenti sul modo in cui gestisco le mie espressioni facciali.
2.Esattemente che tipo di risposta speri di ricevere a una domanda del genere? Che ti dovrei dire? “No, non rido mai, non mi piace”; “Si, si, parlo, ma solo nei giorni dispari”; “Odio il genere umano, non mi piace parlare con nessuno”; “Lo scopo della mia vita è essere triste, perciò non esprimo mai gioia in alcun modo”. Dai, su.
3.Incredibile ma vero, non sono un robot che non ride mai (vabbè in realtà ormai i robot sanno ridere in una maniera inquietantemente realistica, ma fatemela passare) e non prova sentimenti. Rido spesso e rido molto ma, evidentemente, non in tua presenza. Ognuno ha il proprio senso dell’umorismo e, a quanto pare, il mio e il tuo non combaciano. Ergo, non ti trovo divertente, non intendo ridere per compiacerti e, se proprio devo dirtela tutta, il tuo umorismo di bassa lega mi mette anche un po’ a disagio. A conti fatti, il problema sei tu, non sono io.
4.Il fatto che ti preoccupi più di quanto dico piuttosto che di ciò che dico, la dice lunga sul tipo di persona che sei. Guarda il punto sopra per chiarimenti su come mi rapporto a soggetti di questo genere.


Aldilà di queste mie prime, acide (perché dettate dall’ira) precisazioni, ragioniamo con più calma. Dovete sapere che i timidi sono esattamente il tipo di persona a cui non fare questi commenti. Insomma, già siamo insicuri sul nostro modo di rapportarci alle altre persone, se ci dite pure che quel poco che tentiamo di fare lo facciamo male, se ci fare notare che vi aspettate qualcosa in più quando noi stiamo già dando il massimo, peggiorate la situazione, ci instillate milioni di dubbi ulteriori di cui proprio non abbiamo bisogno.


Il fatto che io parli o sorrida poco può essere dettato da mille fattori, primo fra tutti l’eventualità che non mi senta a mio agio in una data situazione o in presenza di una data persona: perché non ci conosciamo, perché la trovo spiacevole, perché so che starà lì a giudicare i miei comportamenti e a lamentarsi se non la asseconderò ridendo a battute che non trovo divertenti solo per compiacerne l’ego. Considerate anche che la quantità di riso e simpatia che ognuno si aspetta dal proprio interlocutore o che ritiene appropriata in una data situazione può non essere la stessa per tutti e può variare da una cultura all’altra, ma anche da una persona all’altra.


In ogni caso: dirmi che non parlo abbastanza o che non rido abbastanza non mi aiuterà in alcuno modo a farlo maggiormente. Non mi renderà meno seria né più loquace. Come detto, alimenterà invece ancor di più le mie insicurezze e mi farà comportare in modo ancor meno naturale e spontaneo.


Vabbè, ma allora cosa posso fare? vi chiederete giustamente.
È molto semplice: non fate nulla. Non fate commenti di questo tipo, astenetevi come vi astenete dal dire al vostro collega che alle 8 del mattino ha un alito che sa di carogna. Abbiate tatto, se vi riesce, e tutto andrà per il meglio. O perlomeno, non farete danno.

Ancor meglio, se invece vi sentite magnanimi e volete essere d’aiuto, semplicemente mostratevi gentili: sorridete VOI e parlate VOI, dato che siete così esperti nel farlo da ritenere di poter dare giudizi sul modo di fare altrui. Vedere una persona che si comporta in questo modo, aiuterà certamente un timido ad aprirsi, a sentirsi a proprio agio, a prendere confidenza e sciogliere un po’ il ghiaccio che lo intrappola e lo blocca. Come per magia, probabilmente inizieremo a parlare di più, a ridere di più e in maniera molto più sincera. Avendo fatto perfettamente a meno dei vostri commenti.


Insomma, voi che avete la fortuna di essere molto più espansivi di noi, usate questo dono per aiutarci e venirci incontro, non per metterci ancor più in difficoltà sottolineando le nostre mancanze.
Non di rado le persone che mi sono care mi hanno detto di stare un po’ più zitta perché parlavo troppo o di contenere la mia risata sguaiata. Il che dimostra davvero quanto sia importante per noi essere con le persone giuste, che ci fanno sentire a nostro agio, per poter tirare fuori la nostra parlantina e il nostro senso dell’umorismo.
Quindi, al bando tutte le frasi fastidiose con cui ho aperto l’articolo. Non servono a nulla. Abbiate invece tatto, abbiate pazienza e abbiate fede: da qualche parte nel mondo, più di un timido vi ringrazierà.

Se questo articolo vi è piaciuto fatemelo sapere in qualche modo (commentatelo, mettete un like, scrivetemi o offritemi un panino) e condividetelo con quante più persone possibile, in modo che chi è solito fare osservazioni di questo genere possa leggerlo e capire un po’ meglio l’effetto che sortisce.

A presto amici!

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