5 situazioni sociali oggettivamente imbarazzanti

Salve amici! Se in questo post avevo parlato di situazioni considerate normali e tranquille dai più, ma che a me generano ansia per motivi talora difficili da comprendere, oggi voglio prendere in considerazione situazioni sociali in cui, secondo me, tutti almeno una volta abbiamo provato imbarazzo. Facciamo un coming out di gruppo e ammettiamo candidamente che ci siamo passati tutti. Come sempre, si accettano consigli su come comportarsi per evitare di volersi scavare una fossa in cui sotterrarsi ogni volta che una di queste situazioni si verifica. Io provvederò ad elargirvi i miei, ma siete avvisati: probabilmente non funzionano. Bando alle ciance, partiamo subito con questa impietosa hit parade!

  1.   Non sapere se dare del tu o del lei

In italiano, forse più che in altre lingue, questa questione è particolarmente spinosa. Nella nostra lingua, infatti, è ancora viva la norma sociale di utilizzare le forme di rispetto, norma che però sembra non avere più regole sufficientemente rigide. Il tu sta allargando la propria sfera di utilizzo, creando talvolta incertezza su quale delle due forme usare e, nel mio caso, dando vita a situazioni imbarazzanti e scenette ridicole. Molto spesso, infatti, mi trovo nel bel mezzo dell’indecisione tu o lei? lei o tu? quando non c’è affatto tempo per decidere. Come devo rivolgermi al segretario a cui tutti gli studenti danno del tu, ma con cui io non ho mai parlato in vita mia? Come saluto il commesso che avrà si e no 3 anni più di me, ma è vestito di tutto punto? E i genitori dei miei amici? Sembrerò troppo fredda o gli starò mancando di rispetto? È una questione di ruoli, di età, di reciprocità? Le guide su internet non sembrano fugare i miei dubbi. Si sa, la necessità aguzza l’ingegno e dunque, in caso di dubbio non mi resta che ingegnarmi. In questi casi infatti, ho sviluppato una non indifferente abilità nell’evitare con tutte le mie forze l’impiego di questi pronomi. Forzature  dell’italiano e frasi innaturali sono i miei più grandi alleati in questa tecnica a base di richieste indirette o impersonali “mi chiedevo se…”, “si potrebbe per caso…”, “sarebbe possibile…” e saluti anonimi “buon lavoro”, “buona giornata”, “a presto”. Una tecnica che rasenta il patetico, ma, amici ve lo confesso, alla fin fine tira fuori dai guai.

  1.   Lasciare il posto sui mezzi pubblici

Lasciare il posto sui mezzi è buona norma e segno di educazione e civiltà. O almeno così credevo, prima che nella mia vita si verificassero incidenti del tipo “Ma le sembro così vecchio?” seguiti da ostinati, irremovibili rifiuti. In pratica, alzarsi per offrire a qualcuno il proprio posto rischia di tradursi in un maleducatissimo “Lei è un vecchio, si sieda”. Così, ho imparato che un semplice atto di gentilezza può nascondere subdolamente in sé una lama molto affilata. Trovare un posto a sedere sull’autobus smette di essere un privilegio e diventa un compito: a ogni fermata grava sulle mie spalle la responsabilità di monitorare attentamente le porte, fare una stima dell’età, delle condizioni di salute, dell’eventuale stato interessante dei passeggeri in salita e valutare a quale sia il caso di rivolgersi per offrire il posto. Il rischio di chiedere a un uomo sovrappeso se vuole sedersi perché ci sembra gravido è sempre dietro l’angolo. Si può vivere così? Non si può. Ecco che allora le uniche brillanti soluzioni che, dopo anni di studi ed esperienza, ho trovato al problema, si rivelano insospettabilmente essere diametralmente opposte. La prima, e forse più saggia, consiste nell’alzarsi in silenzio. Fare un gesto caritatevole, lasciare il proprio posto quando ci sembra opportuno, senza però rivolgersi direttamente a una persona specifica per offrirglielo, senza farle sapere che avete pensato direttamente a lei. Lasciare il posto, lì, vuoto, per il bene collettivo, pensando che ci ha bisogno, vedendolo libero, ne approfitterà per sedersi. Fare del bene in silenzio, come le celebrities che donano milioni in beneficienza senza metterlo in pubblica piazza tra le pagine di Chi. L’alternativa, un po’ più subdola ed egoistica, per quando non avete voglia di cedere il posto che vi siete conquistati con le unghie e con i denti, è quella di fingersi totalmente distratti e presi nei propri affari. Immergete la faccia in un libro e isolatevi completamente dal mondo circostante. In questo modo, non dovrete preoccuparvi di nulla e, sebbene dentro di voi saprete la verità e dovrete conviverci, non verrete tacciati di insensibilità, ma sembrerete semplicemente troppo distratti o troppo presi dalla cultura. Altrimenti, fate finta di dormire.

  1.   Non sapere come salutare

Che dire, penso tutti abbiate capito di che cosa sto parlando. Si, mi riferisco proprio a quegli imbarazzanti balletti che talvolta si innescano quando non sappiamo bene in che modo salutare l’altra persona, perché comunque va detto che c’è un’ampia gamma di possibilità e gesti tra cui scegliere: stretta di mano formale, stretta di mano da macho (gli uomini sanno), stretta di mano con bacio, tre baci, due baci (in quale ordine? quale guancia va baciata per prima?), un solo bacio, un abbraccio (quanto lungo?), saluto senza contatto fisico (il mio preferito, che ve lo dico a fare). Anche in questo caso, il tipo di saluto dipende da numerose variabili quali l’occasione, il rapporto che intercorre tra i salutanti, il sesso (combinazioni uomo-uomo, uomo-donna, donna-donna), le abitudini legate al luogo di provenienza (gli stranieri hanno verosimilmente usanze diverse, ma anche da una regione italiana all’altra i costumi possono variare). E poi, i baci sulle guance sono dei baci veri? O sono un semplice contatto di guance seguito dalle labbra che schioccano a vuoto? Questi e molti altri interrogativi rendono il saluto un gesto molto più complesso – e talvolta imbarazzante – di quanto si potrebbe sospettare. Evitare le incomprensioni, gli imbarazzi e i balletti non è semplice, ma il mio consiglio è quello di non tentennare: decidete più o meno arbitrariamente il saluto che vi sembra opportuno e “imponetelo” all’altra persona, avvicinandovi con convinzione per i due baci o tendendo fermamente il braccio per una più sobria stretta di mano. E che Dio ve la mandi buona.

  1.   Tenere o non tenere la porta? Questo è il dilemma

Qualcuno, non so bene come né quando, a un certo punto della nostra vita ci ha insegnato che è buona educazione tenere aperta la porta a chi sta arrivando dietro di noi e, verosimilmente, intende uscire o entrare da quella stessa porta. Quello che non ci è stato precisato è oltre quale distanza dell’altra persona siamo legittimati a infischiarcene e fare come se la suddetta persona non esistesse. Infatti, esiste un range di distanze intermedie tra lontano e vicino che causa inevitabile confusione. Non procedere nel nostro cammino e stare dieci secondi impalati a tenere la porta come il più servile degli uscieri può sembrare ridicolo, ma allo stesso tempo fare come nulla fosse quando evidentemente ci siamo accorti della persona che sta arrivando e abbiamo incrociato il suo sguardo, non è molto educato. Specialmente se si tratta di una persona che siamo destinati ad incontrare altre volte, come un collega, un vicino di casa, un insegnante. Quando poi il nostro stare impalati provoca senso di colpa nella persona che sta arrivando e la costringe a corricchiare per non farci aspettare i suoi comodi troppo a lungo, ogni nostro tentativo di farle un favore fallisce miseramente. Insomma, sembra proprio il caso di dire che come fai sbagli, e così è.

  1. Sbagliare strada

Ah, a proposito di sbagliare. Ammetto che questo è un problema che potrebbe riguardare la mia persona in maniera più particolare rispetto ad altri, essendo io un essere umano completamente deprivato del senso dell’orientamento. Però, a tutti può capitare ogni tanto di accorgersi di stare camminando da dieci minuti nella direzione sbagliata, no? Ditemi di sì. Quando capita a me, e si, purtroppo mi capita molto più spesso di quanto possiate immaginare, e si, anche quando sto seguendo – o credo di stare seguendo – il navigatore, non è facile decidere come comportarsi. Sento improvvisamente tutte le persone attorno a me puntarmi gli occhi addosso, mi chiedo cosa pensino nel vedere una tizia fermarsi improvvisamente in mezzo alla via, senza che ci sia nulla di particolare, fare dietro front e ripartire tutta convinta nella direzione opposta. Penseranno che ha sbagliato strada, direte voi, ed effettivamente è così, ma nella mia mente lo fanno con scherno e derisione, atteggiamenti dei quali non fa mai piacere essere oggetto. Per non parlare delle volte in cui sbaglio palesemente a scendere dall’autobus e mi ritrovo a camminare, parallelamente ad esso, nella direzione della fermata successiva, dove avrei dovuto scendere. Con i passeggeri che, sempre nella mia mente, mi guardano perplessi chiedendosi perché non sono rimasta sull’autobus invece di fare lo stesso tragitto a piedi. Solitamente in questi casi adotto strategie ridicole come quella di fermarmi, guardare accigliata il telefono fingendo di aver ricevuto un messaggio che mi indica di andare da un’altra parte e voltarmi scuotendo la testa, quasi infastidita dal cambiamento di programma. O semplicemente, mi limito a portarmi la mano alla fronte con sorpresa, per fingere di essermi ricordata di qualcosa, per esempio di aver scordato un oggetto nella direzione da cui provenivo. Il ricorso a simili stratagemmi è caldamente sconsigliato, dato che generalmente le persone pensano ai fatti propri, non notano neppure i vostri comportamenti e non hanno alcun interesse nei vostri movimenti. Però che dire, ognuno è libero di rendersi ridicolo come meglio crede.

Amici, spero che questo piccolo elenco di situazioni sociali imbarazzanti vi abbia strappato un sorriso e che vi siate ritrovati in almeno uno dei punti elencati. Fatemi sapere quale di questi inconvenienti vi capita più spesso, o quali sono le situazioni sociali che più vi mettono in imbarazzo, siamo tutti molto curiosi!

Io per ora vi mando un saluto (con quanti baci? senza contatto? una stretta di mano?) e vi ringrazio per aver letto fino a qui!

Alla prossima!

2 pensieri riguardo “5 situazioni sociali oggettivamente imbarazzanti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...