Come eravate in passato non è come dovete essere in futuro

Ciao a tutti, è con grande onore onore che inauguro la sezione dedicata ai contributi dei lettori di questo blog. Da persona timida, che, (come l’autrice di questo blog) con gli anni ha fatto enormi, seppur lenti, passi avanti nella lotta all’introversione e all’insicurezza, volevo parlarvi di un’idea che ritengo importante sapere per tutti noi rappresentanti della caregoria.

Nel corso della vita (nel mio caso degli anni scolastici) inevitabilmente ci ritroviamo, spesso nostro malgrado, ad acquisire un ruolo, una parte, un copione che ricopriamo nella compagnia di compagni, amici, famigliari, ecc. Se siete persone come me, questo ruolo spesso è quello di persona insicura, timida e tendente allo sfigato. Come il più talentuoso degli attori noi interpretiamo il ruolo, che in parte ci siamo ritagliati e che in parte ci è stato affibbiato, con grande maestria. Non alziamo la voce quando ci mancano di rispetto, perché non siamo la persona che alza la voce. Ridiamo con gli altri quando ridono di noi dissimulando la nostra rabbia. Non ci proviamo con le ragazze (o ragazzi) perché noi non siamo persone che ci provano (il fallimento sarebbe comunque certo, quindi perché provarci). Seguiamo il copione meticolosamente e non ce ne discostiamo mai perché, ci diciamo, noi siamo fatti così. Usciamo con le stesse persone e continuiamo la vita che non ci piace per timore di non avere più nessuno. Meglio la parte dell’albero nella recita scolastica che non avere proprio una parte.

Non sono qui a dirvi che sia facile sbarazzarsi del copione benché, in fondo, non ci piaccia per nulla. Ci sono passato io durante le medie, il liceo, l’università. Non sono nemmeno sicuro io di come si faccia a ritagliarsi uno spazio che il nostro copione non ci concede. Sicuramente non è facile e non c’è una ricetta magica. Quello che voglio a dire a chi mi legge è che ci sono momenti nella vita in cui gettare nel gabinetto il maledetto copione e tirare lo scarico è decisamente più fattibile. Sto parlando di quei momenti in cui la vostra vita cambia: quando iniziate una nuova scuola, l’università, vi trasferite, iniziate ad andare in palestra, insomma, quando nella nostra vita compaiono nuove persone che non sanno nulla di voi, che non hanno idee preconcette su di voi. Questi sono i momenti in cui potete iniziare da zero e fare tabula rasa di quel copione che vi sta stretto. Se siete sempre stati timidi al liceo, in parte perché sentivate di non poter fare altrimenti (il vostro copione non ve lo permetteva) cercate di diventare più loquaci all’università. Se non siete mai andati a ballare perché aveta paura di sembrare ridicoli e vi siete costruiti il ruolo di persona che odia in maniera altezzosa e superba la discoteca provate ad andarci con persone che non sanno nulla di voi. Magari poi come a me effettivamente non vi piace molto, ma almeno vi siete tolti la curiosità. Se vi siete sempre vestiti in maniera tale da mimetizzarvi con la tappezzeria ma avete sempre voluto mettervi un outfit più sgargiante di un pavone, buona notizia: potete farlo.

I cambiamenti nella vita possono liberarci dalle opprimenti catene che i copioni ci impongono. Come eravate in passato non è come dovete essere in futuro. Se cambiate compagnia potete cercare di costruirvi un ruolo che vi si addica un po’ di più e non vi prosciughi tutte le vostre energie. E vi dirò di più: se delle persone non vi sono mai andate a genio, questa è un’ottima opportunità per eliminarle dalla vostra vita. Eliminatele dalla lista di amici su Facebook e non seguitele su Instagram. Non c’è motivo per cui dovete rimanere in contatto con persone che non hanno apportato mai nulla alla vostra vita. Voltate pagina (anche se preferisco la metafora del copione nello scarico), ripartite da un foglio bianco. Un copione dovrete avercelo per forza, perché così funzioniamo noi essere umani. Però quello nuovo che scrverete può essere, se non quello del protagonista, quello di uno dei personaggi principali (e non quello dell’albero).

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